DESIDERATA EXQUISITA 2- Università Politecnica di Valencia-25 maggio 2011-

Questa di Valencia è  la seconda fase di Desiderata Exquisita: alcuni dei lavori  esposti nella prima mostra  in  MG,  realizzati dagli studenti e dai docenti del CES,  affiancati dai nuovi lavori degli  studenti dell’Aquila sono stati presentati durante un seminario svolto da Anna Maiorano, Cristina Reggio e Enrico Sconci presso l’UPV.  Questi lavori saranno esposti in mostra all’UPV a cura di Isabel Tristan  e Blanca Rosa Pastor Cubillo e Alba Marina Alba Martin, affinché gli studenti traggano in essi i segni con cui  realizzare i loro nuovi  interventi che verranno esposti in una mostra successiva.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE A DESIDERATA EXQUISITA
Ogni partecipante può realizzare un elaborato, individualmente o in gruppo, ispirandosi a quelli già realizzati prima da altri studenti o professori, che potrà visionare sia sul sito della MICROGalleria, sia dal vero presso uno spazio individuato nell’Università Politecnica di Valencia dalle prof.sse Blanca Rosa Pastor Cubillo, Alba Marina Ara Martìn e Isabel Tristàn.

Ogni opera realizzata costituirà un tassello che si andrà ad aggiungere agli altri, come accadeva nei Cadavre Exquis dei surrealisti.

Tutti gli elaborati saranno esposti nella mostra conclusiva, dando così luogo ad una grande composizione corale che soltanto in quel  momento sarà visibile interamente agli occhi di tutti quelli che ne hanno preso parte. Solo in questa esposizione infatti gli spettatori potranno seguire interamente i percorsi che collegano i singoli interventi, scoprendo le traiettorie dei “desideri” personali o collettivi, su cui si sono stabilite le connessioni tra le opere.

 L’idea è nata da una riflessione sul senso che l’esperienza del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 ha avuto per le vite di tante persone che lavorano e vivono in questa città ferita . Al centro dell’intera operazione è il tema dell’insorgenza e del cambiamento dei desideri in occasione di un evento improvviso e tragico che sconvolge gli orizzonti, le prospettive e le speranze di vita sia sociali che individuali di una comunità.  Quale terremoto anche metaforico della vita ha cambiato radicalmente la nostra esistenza e quali desideri ci sono rimasti? Un terremoto esogeno può essere portatore di un cambiamento interno nel futuro di un singolo individuo e nell’organizzazione di una nuova comunità?  Ci costringe a elaborare nuove strategie e ad accogliere l’intervento degli altri? 

Soprattutto ci si chiede se sia possibile oltrepassare la linea di confine che limita chi ha subìto una catastrofe : l’intimità, la casa, la città, il territorio geografico. Con questa domanda il progetto si apre alle altre università e accademie di altri paesi, con la curiosità di trovare altre risposte , esperienze simili e diverse , singole e condivise.  In questa prospettiva le mostre nelle diverse sedi diventano nuclei nei quali si ramifica l’intero progetto: non una tappa finale , di esposizione ma momenti di raccordo, luoghi di ispirazione per il lavoro futuro.

LAVORI DEGLI STUDENTI DELL’AQUILA

Marco Cardone, Disegno a pennarello e capelli; al centro: Monica Renzi, Propagatiòn.  

A sinistra: Gianluca D’Angeli , Trapasso, 2011; a destra:  Monica Renzi,  Propagatiòn, 2011.

Marco Cardone,  Disegno a pennarello e capelli, 2011.

Sul tavolo: Attilio Cianfrocca,Onda d’urto,2011.

 

 

 

Sul fondo : Toma Zarza e studenti (CES) 5 Fotografie

Gianluca D'angeli , Trapasso.

Gianluca D’Angeli, Trapasso, 2011


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