DESIDERATA EXQUISITA dal 5 al 27 aprile 2011

DESIDERATA EXQUISITA

a cura di Maria Jesús Abad, Anna Maiorano & Cristina Reggio.

dal 5 al 27 aprile 2011

DESIDERATA EXQUISITA

Questa è la seconda volta che il CES Felipe II di Aranjuez e l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila collaborano all’organizzazione di una mostra didattica in occasione di uno scambio internazionale Erasmus. La prima mostra ha avuto luogo presso il Centro Cultural de Aranjuez Elisabetta Farnese nel fatidico anno del terremoto, il 2009, e in quell’occasione, in seguito al seminario tenuto ad Aranjuez dalle prof.sse Anna Maiorano e Cristina Reggio, curatrici della MICROGalleria dell’accademia, alcuni studenti aquilani avevano esposto le loro opere ispirate dalla tragica esperienza del sisma. I loro lavori hanno avuto un forte impatto sulla cittadinanza di Aranjuez e hanno commosso profondamente gli studenti spagnoli, rendendoli partecipi della profonda ferita di un’intera comunità. In qualche modo, oggi questa emozione è ancora viva ed ha portato un gruppo di insegnanti e studenti di Aranjuez ad accettare l’invito rivolto dalla MICROGalleria a realizzare il progetto DESIDERATA EXQUISITA, con cui si dà continuità agli scambi didattici tra le due istituzioni. Si tratta di un progetto a cui partecipano indistintamente alcuni studenti e professori del CES, ciascuno immettendo di volta in volta, nella realizzazione di un’opera collettiva, un proprio segno individuale che accoglie, nel mutamento, quello precedente e quello successivo. Ogni opera risulta essere dunque il risultato di un intervento a più mani, come accadeva nei Cadavre Exquis, le composizioni dei surrealisti in cui un lavoro di gruppo, letterario o figurativo, si creava attraverso la continuazione, da parte di ciascun artista, della parte finale del lavoro iniziato da un altro.

Maria Jesús Abad

UN LAVORO COLLETTIVO DA ARANJUEZ ALL’AQUILA

L’idea di questa mostra è nata l’anno scorso, quando, in occasione dell’invito rivolto dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila alla prof.ssa Maria Jesùs Abad Tejerina nell’ambito del progetto Erasmus, abbiamo visitato insieme con lei a Roma l’esposizione Dada e Surrealismo curata da Arturo Schwarz e lì ci siamo imbattute in diversi esemplari di Cadavre Exquis che aprivano il percorso della mostra. Quei disegni e quadri stravaganti ed enigmatici erano il risultato di una singolare operazione collettiva di proliferazione di immagini diverse il cui tangibile trait d’union consisteva in pochi segni che le collegavano in successione l’una con l’altra. Con Maria Jesùs abbiamo dunque pensato di organizzare un progetto espositivo ispirato dalla logica di montaggio di quei lavori sperimentali, con l’intenzione esplicita di rendere problematici sia il lavoro artistico collettivo, sia l’ incrementazione delle forme sia, infine, la scelta dei segni effettuata dai diversi partecipanti. L’ipotesi era di sperimentare una modalità produttiva in cui il risultato del lavoro di un gruppo superasse le singole attribuzioni di ruolo, di gerarchia e di genere dei diversi autori, privilegiando piuttosto i collegamenti tra i singoli pensieri dei partecipanti e la trasformazione dei diversi segni attraverso l’intervento delle diverse “mani!” e di diversi “desideri” di ciascuno di loro. Nelle opere realizzate dagli studenti e professori di Aranjuez si percepisce infatti, pur nella frammentarietà che rende impossibile l’attribuzione dei segni e delle immagini ad un singolo individuo, l’intenzione comune di realizzare un pensiero collettivo . E’ un pensiero che riunisce diverse voci aventi ciascuna toni e timbri diversi , ma il cui risultato è un’inedita variazione di lavoro corale su un’intima tragedia vissuta, oppure vista attraverso i media, oppure forse soltanto immaginata. Dopo quel primo viaggio avvenuto ad Aranjuez, soltanto a trenta giorni di distanza dal sisma, oggi, a due anni dalla tragedia, inauguriamo all’Aquila, insieme, una mostra che parla di sensibilità collettiva, di scambio e di desiderio di futuro.

Anna Maiorano & Cristina Reggio


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