Alessia D’Ippoliti Giovannelli – Silvia Pasqua

  • INAUGURAZIONE 16 febbraio 2005 ore 12.30
  • TESTO IN CATALOGO DI EMANUELA AMICI

SPAZIO ESTERNO – Silvia Pasqua
SOTTOVESTE 2004
installazione pittorica e performance

SPAZIO INTERNO – Alessia D’Ippoliti Giovannelli
TRAVESTIMENTI 2004
installazione e proiezione fotografica

UNA VOCE PER GLI STUDENTI

Una voce per gli studenti, uno spazio per confrontarsi con la propria vocazione artistica, per capire quanto impegnativo sia progettare un’opera, vederla pian piano prendere corpo, concepirla per un luogo preciso, presentarla al pubblico. E non solo. Un modo per far interagire linguaggi e personalità differenti, per aprire un dialogo fra chi espone per la prima volta e chi si è già confrontato con il mondo al di fuori dell’Accademia o sta per finirla. Visitando la Microgalleria si avvertono le grandi potenzialità di questo spazio e si comprende come i criteri che guidano l’iniziativa siano, per la natura stessa del luogo, lontani dalla logica del mercato e consequenziali all’attività didattica dell’Accademia, vera spina dorsale dell’intero progetto. Le mostre non nascono da una selezione di opere che avviene al di fuori e in un momento successivo rispetto all’atto creativo, ma sono il risultato di un lavoro in cui gradualmente l’artista affina i propri strumenti espressivi, perfeziona la tecnica, materializza un’idea. L’attività espositiva è inoltre l’occasione per confrontarsi. Gino Sabatini Odoardi, artista già maturo ed affermato che ha presentato l’installazione Cullarsi alla Mg lo scorso novembre, si è incontrato con gli studenti dell’Accademia nel giorno di chiusura della mostra, poco prima di smontarla, a testimonianza di come il dialogo visivo, il tu per tu con l’opera, trovi il suo naturale completamento nel dialogo verbale, nel tu per tu con l’artista. Le mostre della Mg si pongono dunque a metà strada fra ricerca individuale e scambio interattivo, sono il traguardo del primo e la base su cui instaurare il secondo. Uno spazio espositivo creato dunque per gli artisti e non per i critici. In un’intervista realizzata da Anna Maria Positano Renato Mambor, commentando la stagione felice in cui nella Roma degli anni Sessanta personalità come Schifano, Angeli, Lombardo, Festa ed altri, facevano dello scambio di idee la linfa vitale della propria ricerca, afferma che “chi faceva un quadro non era per farlo vedere ai critici, ma per farlo vedere agli amici- artisti. Era a questi ultimi che veniva mostrato il lavoro in anteprima, erano loro gli interlocutori”. La Mg offre oggi un’occasione preziosa per ricreare quello stesso fervido clima dialogico di un cinquantennio fa. L’augurio è che il dialogo possa oltrepassare le mura dell’Accademia ed i confini nazionali, aprirsi ad altri Istituti che operano nell’ambito delle arti visive contemporanee, trasformando questo spazio in un catalizzatore di iniziative ed incontri, in uno strumento efficace di trasmissione di valori e di idee.

Alessia D’Ippoliti Giovannelli presenta Travestimenti, una serie di scatti proiettati sul muro in cui l’artista sperimenta le potenzialità del mezzo fotografico come processo di estroversione che consente il faccia a faccia con la propria immagine. D’Ippoliti gioca con la rappresentazione di sé appare diversa in pochi secondi sovrapponendo oggetti (cappelli, parrucche, occhiali, collane) alla figura base, al modulo di partenza: la sua identità. Le foto tessera consentono di evidenziare ancor più l’idea del mutamento istantaneo, la repentinità del cambiamento, instaurando con l’osservatore un dialogo serrato che non lascia il tempo per fermarsi ad osservare i singoli scatti, bruciando un’immagine dietro l’altra. L’impressione che se ne ricava è di grande efficacia: da una parte la serialità, la ripetitività di scatti identici per dimensioni e formato, dall’altra il camuffamento improvviso che in un attimo rende l’artista differente. Travestimenti è il frutto di una ricerca sulle forme possibili dell’identità che l’artista ha iniziato con Come due gocce d’acqua. Istantanea per gemelle, presentata nell’atrio dell’Accademia di Belle Arti de L’Aquila nel maggio del 2001, grazie ad un’iniziativa di Anna Maiorano e Cristina Reggio che, a conclusione del corso monografico “Corpo e figure del doppio”, hanno trasformato l’ingresso dell’Accademia in uno spazio espositivo per gli studenti. Riproducendo a grandezza naturale una cabina per foto tessera, D’Ippoliti ha realizzato una vera “Istantanea per gemelle”, ponendo nel vano interno due sgabelli che creano nell’osservatore l’illusione di un’immagine duplicata da uno specchio. Il mezzo fotografico diviene così strumento di intervento concettuale sulla realtà, un espediente per indagare la tematica del doppio, della doppia immagine che in pochi secondi la cabina è in grado di produrre. Con Travestimenti la fotografia diventa invece per l’artista una sorta di specchio sul quale controllare il proprio corpo, un diario visivo dei possibili cambiamenti cui può essere sottoposto. Per primo Duchamp sperimentò l’effetto disorientante che il travestimento crea sull’osservatore, facendosi fotografare da Man Ray in vesti ed atteggiamenti femminili in una serie di scatti del 1921. Ispirandosi alla pratica del cross-dressing femminile degli anni Dieci e Venti, Duchamp manipola la sua immagine, gioca con l’apparenza, con la differente percezione della sua personalità dovuta al camuffamento, una pratica che diverrà di uso comune con artisti quali Andy Warhol, Christian Boltanski, Gilbert & Gorge, Giorgio Ciam. E’ proprio a quest’ultimo che D’Ippoliti si è ispirata, al suo “Tentativo di arricchire la personalità di Ciam”, un’opera del 1972 in cui egli interviene con il disegno e la pittura per trasformare l’immagine fotografica del suo volto, rendendolo simile a quello di personaggi per lui significativi. Travestimenti è un tentativo di osservare il mutamento mantenendo salda la propria identità, con il semplice uso di oggetti ed abiti dell’artista che, in un attimo, destano nell’osservatore l’illusione della diversità.

In un momento storico- culturale in cui le ultime tendenze dell’arte si rivolgono alla tecnologia, Silvia Pasqua, si cimenta nella pittura e, dopo un lungo lavoro progettuale, riveste lo spazio esterno della Mg con una serie di pannelli perfettamente rispondenti alle pareti a disposizione. Non è soltanto un ricorso alla pittura; è un ricorso alla figura, ad una figura anticlassica, ad un’anti-icona, concepita dall’artista come perfettamente rispondente ad un’immagine interiore che nulla ha a che fare con i modelli estetici che la società ci impone. L’idea è nata durante le lezioni di anatomia artistica quando Pasqua, sperimentando la pratica dell’autorappresentazione allo specchio, manipolava la propria immagine adattandola al formato prescelto, ottenendo una visione distorta di sé. Il suo corpo si contraeva e si dilatava costretto entro forme geometriche diverse e questa diveniva la base su cui interveniva con il colore, inizialmente steso a macchie mescolate fra di loro con forza espressionistica senza disegno sottostante, con la sola linea di contorno a delimitarle. Andando avanti nella ricerca l’opera ha subito un processo di riduzione, di contenimento del colore: man mano che le campiture si purificavano emergeva un segno più nitido, prendeva forma un’immagine precisa. Alla riduzione della qualità cromatica, che si compone dei soli bianco, rosa e rosso, si accompagna la scelta di un prototipo femminile “atipico” e l’utilizzo di un supporto fatto di materiali di scarto. Su pannelli realizzati con cartone da imballaggio, un modo per “alleggerire il peso inflitto alla terra piuttosto che caricarla d’altro materiale non facilmente assorbibile”, come afferma l’artista, aleggia una donna buffa, grassa, con i capelli rossi, gli occhiali ed una sottoveste rosa, passando da uno all’altro come in una danza. E’ questa l’immagine che ci accoglie come in un abbraccio nella parete centrale della Mg dilatandosi in una posa da acrobata, che si capovolge a testa in giù, si deforma per riempire gli spazi sfruttando ogni centimetro, che ci appare ora esile, ora imponente, ora frontale, ora di schiena, ora innocente, ora sensuale. Una sensualità che non vuole però essere provocatoria, ma che fa sorridere anche quando assume pose maliziose e che, citando l’artista, “non si prende mai sul serio”. Dalle pareti della Mg la figura sembrerà materializzarsi davanti a noi nell’artista che, durante l’inaugurazione, indosserà una sottoveste ed una parrucca, destando un forte effetto emotivo nell’osservatore. E’ il capovolgimento degli schemi, la sovversione dei modelli, dei canoni di bellezza, è una riflessione sulle possibili espressioni del corpo, finalmente libero da ogni preconcetto.

Ho 27 anni, sono nata a Roma dove studio e lavoro. Mi sono laureata in Scienze Umanistiche con indirizzo in Storia dell’Arte Moderna nel luglio del 2002 presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, con votazione 110/110 con Lode e tesi dal titolo Aby Warburg. La teoria dell’ornamento nel dibattito artistico e culturale tra XIX e XX secolo. Sono iscritta al secondo anno della Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte presso la medesima Università. Durante il corso di laurea ho svolto un tirocinio professionale della durata di quattro mesi presso la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano con aggiornamento delle attribuzioni e della collocazione delle opere custodite presso la Galleria Corsini di Roma. Dopo la laurea ho svolto un secondo tirocinio professionale della durata di quattro mesi, questa volta presso la Pinacoteca Capitolina di Roma, con riordino del materiale relativo ai dipinti e alle porcellane, in vista della pubblicazione del catalogo del Museo. Ho collaborato con il Dizionario biografico dei pittori italiani contemporanei dell’Enciclopedia Treccani scrivendo la voce su Achille Lega ed ho redatto le schede relative alle opere di Luciano Fabro e di Pietro Gilardi per il catalogo Terrae Motus. La collezione Amelio alla Reggia di Caserta, edito da Skira nel luglio 2001. Attualmente sto collaborando con la galleria di arte contemporanea La nuvola, situata a Roma in via Margotta e scrivo articoli riguardanti il settore dei Beni Culturali per il mensile italiano re Real Estate.

Emanuela Amici


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